La città di Joigny, in Borgogna, ed ENGIE hanno formalizzato il 3 novembre la loro partnership per JOIE (Joigny Énergie), la futura rete di teleriscaldamento della città. ENGIE ottiene una concessione di 27 anni per progettarla, costruirla e gestirla, con un investimento che i partner indicano in 17,5 milioni di euro IVA esclusa.
Il piano secondo Energynews:
- 6,7 km di nuove tubazioni, più il subentro in 1,3 km di una rete secondaria esistente
- a regime 69 sottostazioni, per il fabbisogno equivalente di 2.700 abitazioni, e circa 18.000 MWh di calore all'anno
- una nuova centrale termica in avenue d'Amélia con una caldaia a biomassa da 3,1 MW, un economizzatore e una pompa di calore, una caldaia a gas da 7,3 MW di riserva e 40 m³ di accumulo
- il 90% del calore da fonti rinnovabili e di recupero, con circa 2.800 tonnellate di CO2 evitate all'anno
All'ADEME è stata presentata una richiesta di 2 milioni di euro dal Fondo Calore; nessuna decisione è stata annunciata. Gli studi si svolgono tra fine 2026 e inizio 2027, i lavori principali alla centrale iniziano a settembre 2027 e la fornitura di calore è prevista da ottobre 2028, con allacciamenti aggiunti progressivamente.
Sessantanove edifici, sessantanove interfacce
Per chi lavora lato edifici, il numero da guardare sono le 69 sottostazioni. Ognuna è un punto in cui l'acqua di rete viene separata dal circuito di riscaldamento dell'edificio, normalmente con uno scambiatore a piastre in una sottostazione indiretta. Si specificano in blocco, ma gli edifici dietro non sono uguali: una vecchia scuola, un'ala d'ospedale e un condominio portano ciascuno le proprie temperature di ritorno e la propria acqua.
Una rete che vuole buone temperature di ritorno per la sua caldaia a biomassa dipende dal fatto che queste sottostazioni lavorino come previsto. Conviene stabilire presto chi le pulisce e le ispeziona, e ogni quanto, invece di scoprirlo al terzo inverno.
Fonti: Energynews
